Le teleferiche sul fronte alpino - di Enrico
Guerrazzi
Il fronte italo-austriaco si svolgeva in zone prevalentemente montuose
ove la mancanza di strade di accesso in determinate zone, la difficoltà
o l'inopportunità di costruirne delle nuove in condizioni difficili
di terreno, l'esposizione di alcuni punti di passaggio obbligato ai
tiri di interdizione del nemico, la impraticabilità di molte
strade e sentieri nella stagione invernale per l'abbondante neve, ostacolante
il passo anche alle squadre di portatori, imposero l'impiego di un mezzo
meccanico rapido, sicuro, indipendente dalla viabilità e di installazione
sufficientemente rapida e facile.
Tale mezzo fu offerto dalle teleferiche che vennero a costituire un
prolungamento dei mezzi a trazione meccanica (ferrovie a scartamento
ridotto, autocarreggio, etc.) e animale, attraverso le zone impervie
costituenti la più gran parte del fronte italiano e resero possibile
di rifornire dal fondovalle, con facilità e speditezza, le truppe
occupanti posizioni montane anche elevatissime.
Tipi di teleferiche
Svariatissimi furono i tipi, le lunghezze e le portate delle teleferiche
impiegate al fronte italiano, in dipendenza delle condizioni diverse
di luogo e delle particolari esigenze delle posizioni alle quali dovevano
servire. Si possono raggruppare in 3 differenti categorie:
a) teleferiche di circostanza (telefori)
b) teleferiche smontabili
c) teleferiche permanenti, generalmente di grande potenza
I motori usati furono generalmente a scoppio, ma non mancarono casi
ove vennero posti in opera motori elettrici. Le piccole teleferiche
di circostanza, che alimentavano avamposti e linee di resistenza di
prima linea, spesso non ebbero altro motore che
le braccia umane.
I telefori venivano costruiti in generale direttamente sul luogo di
impiego, spesso con materiali di circostanza. Per i diversi usi a cui
dovevano servire, furono di forma svariatissima, ad una, a due, a tre
funi, con lunghezze da poche decine a centinaia di metri e portate giornaliere
variabili, fino a qualche decina di quintali. (vedi foto 1)
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Foto 1 - Teleferica di rifornimento di Forcella
Fontananegra |
Le teleferiche smontabili, studiate appositamente dai due eserciti
per soddisfare le esigenze militari della facilità di trasporto
in montagna e della rapida messa in opera, erano a tre funi, due portanti
e una traente e si componevano di diversi elementi metallici e non,
che, all'atto della posa in opera, venivano uniti mediante bulloni
e viti. La lunghezza poteva arrivare fino a qualche km e la portata
oraria poteva raggiungere anche i 20 q.li. (vedi foto 2)
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Foto 2 - Teleferica sulle pendici di Tofana
III |
Le teleferiche permanenti di grande potenza, impiegate in zona di guerra,
erano simili ai grandi impianti per uso minerario o industriale, in
genere con movimento continuo, con vagoncini provvisti di dispositivo
di aggancio automatico alla fune traente, Ne furono costruite di varia
lunghezza, fino anche a 10 km e con portate orarie di 150/200 q.li.
(vedi foto 3)
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Foto 3 - Stazione di arrivo e smistamento
di teleferica permanente |
Impiego delle teleferiche e dislivelli superati
In dipendenza della maggiore o minore vicinanza dalle prime linee,
della configurazione del terreno e dell'importanza delle posizioni da
rifornire, furono impiegati i vari tipi di teleferiche.
I telefori vennero usati per il rifornimento dei piccoli posti in alta
montagna e per il rifornimento delle truppe nelle trincee più
avanzate.
Le teleferiche smontabili vennero impiegate immediatamente a tergo delle
prime linee e in località lontane dalle strade, data la loro
facilità di trasporto e la rapidità di impianto.
Le teleferiche permanenti di grande potenza si dimostrarono più
indicate nelle posizioni meno prossime alle prime linee e molto utili
per alleggerire i trasporti per autocarro, meno rapidi e meno economici
e per rendere le strade più libere ai movimenti di truppa.
Alcune teleferiche superavano soltanto pochi metri di dislivello, come
quelle destinate all'attraversamento di fiumi, di burroni e di vallate
mentre nelle zone alpine il dislivello medio superato dagli impianti
fu di 600-700 metri circa. Alcune teleferiche superarono dislivelli
più forti, fino a 1500 metri. Le quote più alte raggiunte
dalle teleferiche si ebbero in Cadore e nella regione dell'Adamello,
ove le linee salirono ad altitudini tra i 2000 e i 3000 metri, raggiungendo
i 3500 metri.
Importanza dei servizi compiuti dalle teleferiche
In generale, si manifestò indispensabile l'impiego delle teleferiche
ogniqualvolta si volle stabilire con celerità il servizio dei
rifornimenti per una data posizione, mentre l'asprezza del terreno e
la forte pendenza avrebbero richiesto, per la costruzione di strade
ordinarie, un grande sviluppo di tracciato e opere d'arte considerevoli,
oppure quando la precarietà del trasporto non avrebbe compensato
la grave spesa di costruzione di una strada.
Il servizio teleferico assunse una grande importanza e un grande sviluppo
e svolse un compito fondamentale nelle grandi offensive.
Nella offensiva della Bainsizza, non appena oltrepassato l'Isonzo, furono
subito eseguiti numerosi impianti che dal fiume scalavano le pendici
montagnose conquistate, solcate solo da qualche difficile sentiero.
Dodici teleferiche furono costruite per dette posizioni in circa 10
giorni e qualcuna cominciò a funzionare dopo soli 4 giorni dall'inizio
dell'attacco.
Così pure, dopo il ripiegamento sul massiccio del Grappa (principio
di Novembre 1917) si rese necessario stabilire, il più rapidamente
possibile, un sistema di teleferiche in detta zona, per effettuare i
rifornimenti alle truppe di prima linea poiché l'unica strada
esistente sul monte Grappa non bastava. Già alla metà
di Novembre alcune teleferiche funzionavano nella zona, assicurando
i rifornimenti più urgenti alle truppe di quel settore e concorrendo
efficacemente alla nostra resistenza.
Le teleferiche, tra l'altro, furono di prezioso ausilio nello sgombero
dei feriti gravi, assicurando un trasporto rapido e dolce. (vedi foto
4)
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Foto 4 - Trasporto di un ferito |
Tra i rifornimenti compiuti con le teleferiche, speciale importanza
assunse, per le due parti in lotta, quello delle munizioni per artiglieria
e, in taluni casi, il trasporto di cannoni di piccolo calibro.
Le teleferiche permisero talvolta alle batterie di collocarsi in aspre
posizioni, senza preoccuparsi della viabilità e assicurando
loro i rifornimenti di munizioni.
Testo di Enrico Guerrazzi
Illustrazioni tratte da "La Guerra d'Italia" - Touring Club
Italiano - 1918
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documento è presente anche su www.guerrabianca.it