...ossa sbiancate dal sole e dal gelo, ossa disperse in un mondo di vivi...

Dedicato ai soldati della PRIMA GUERRA MONDIALE, di ogni Patria, sbriciolati dalle esplosioni, le ossa dei quali biancheggiano tra i sassi nei ghiaioni delle Alpi Centro-Orientali.

Il fronte di Guerra Italo-Austriaco si svolgeva prevalentemente in zone montane. Sul fronte montano, anche per le difficoltà del territorio, non si svolsero battaglie campali paragonabili alle Battaglie dell'Isonzo e del Carso, fatta eccezione per gli Altipiani e per il Monte Grappa. Tuttavia nei tre anni e mezzo di guerra, nello stillicidio quotidiano di offensive, colpi di mano, battaglie locali, migliaia e migliaia di soldati in grigio verde e in grigio azzurro persero la vita sulle cime rocciose e nevose più impervie o tra i prati verdeggianti delle valli. Molti di questi, colpiti da vicino da granate esplodenti di spaventoso calibro (anche 305, 380 e 420 millimetri) non più usate nelle guerre successive (solo per cannoni navali) sono stati letteralmente ridotti in mille pezzi. Neanche la mano pietosa di un commilitone ha potuto raccogliere i poveri resti.

Dopo più di ottant'anni dalla fine della guerra i frantumi di ossa mal si distinguono dai sassi di dolomite e di calcare dei canaloni e delle pietraie assolate ove il verde non attecchisce. Frotte di turisti frettolosi e ignari fanno trekking nei pressi dei poveri residui di esseri umani o vi passano sopra veloci con gli sci, attutiti dallo strato di neve invernale.

Questo itinerario fotografico ripercorre alcuni luoghi famosi delle Alpi, ove più l'odio a comando della guerra distrusse vite innocenti, semplicemente ligie al senso del dovere e all'attaccamento verso la propria nazione.

 Cronistoria della guerra sul fronte italiano
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