Note geografiche...

Il torrente Posina, che dà nome alla valle, prende origine dal passo della Borcola, giogo che divide il massiccio del Pasubio dalla costiera Monte Maggio (m. 1793) - Coston dei Laghi (m. 1874) - Monte Majo (m. 1500) e, toccando Posina e quindi Arsiero, si getta nell'Astico là ove questo fiume esce dalla valle a cui da' il nome. Subito dopo Posina si apre la valle di Laghi, laterale di sinistra del t. Posina. Tra la val Posina e la valle del Leogra s'innalza una barriera montana, non molto elevata (1000 - 1500 metri in media) collegata attraverso colle Xomo (1056 metri) e Bocchetta Campiglia ai Forni Alti (m. 2023), baluardo sud del Pasubio.
Le cime di questa bassa barriera montana, Monte Alba (m. 1219), Monte Cogolo (m.1656), Monte Novegno (m.1552), Monte Priaforà (m.1658), costituiranno nel Maggio - Giugno 1916, l'ultima barriera, esile, ma decisiva, contro la quale si infrangeranno le residue ondate della "Strafexpedition".

Note storiche...

Dopo la caduta del Col Santo, le truppe alpine austriache dilagano nella valle del Leno di Terragnolo e, superato il Colle della Borcola, nella Val Posina. Anche le alture a Est del Posina che guardano Tonezza e la conca di Laghi vengono occupate dai Kaiserjaeger. Il tentativo iniziale della 18a Brigata Alpina A.U. è quello di aggirare il Pasubio attraverso Bocchetta Campiglia e Colle Xomo e quindi scendere verso Schio e la pianura veneta.
Il 25 Maggio 1916 iniziano aspri combattimenti sotto gli ampi terrazzi di Colle Xomo e le pendici di Monte Alba, che dureranno fino alla metà di Giugno. Gli AustroUngarici guadagnano terreno, ma la linea principale, validamente difesa dai reparti della 27a Div. Italiana (Brigate Sesia, Sele e Volturno) non dà segni di cedimento. La lotta si sposta più a Est, verso monte Spin, propaggine sinistra del Gruppo del Novegno e quindi, dopo la caduta delle alture in riva sinistra del Posina, Monte Majo, Altopiano di Tonezza, Monte Cimone, la linea italiana si porta sulle alture in riva destra (28 Maggio).
Il 29 Maggio, preceduti da forte bombardamento d'artiglieria, gli Austriaci (Battaglioni Kaiserjaeger) riprendono furiosi attacchi contro i ripidi versanti della dorsale montuosa. Il 30 Maggio 1916 la linea italiana viene intaccata con la perdita del Priaforà, propaggine Nord del Novegno.
Ultimo giorno di Maggio: la linea italiana, difesa nella zona del Novegno dalla 35a Divisione e dalla 9a Div. più a Est, corre dalla cresta di questo per scendere fino a passo Campedello e risalire al trincerone di Monte Giove, di fronte al Priaforà. Da qui la linea corre sulla sommità dei Colletti di Velo per entrare in Val d'Astico davanti al paese di Velo d'Astico, abbandonato.
Quindi la linea prosegue per il fondo valle fino alla frazione Seghe di Velo e, passato l'Astico al ponte di Schiri, risale le pendici di Monte Cengio.
Gli attacchi austroungarici riprendono i primi di Giugno soprattutto contro Monte Giove e i Colletti di Velo, ma il forte sbarramento di artiglieria italiano, specie delle batterie piazzate sul Monte Summano, impediscono seri vantaggi per il nemico.
Il 12 Giugno un formidabile schieramento di artiglieria posto soprattutto sull'altopiano di Tonezza, apre la strada all'attacco delle fanterie austriache contro il trincerone di Monte Giove. La linea italiana sembra cadere, ma un provvidenziale sbarramento di artiglieria costringe gli austriaci a riparare nelle proprie trincee.
Al mattino del 13 riprende l'attacco a.u., ma anche questa volta si spegne contro le ormai provate truppe italiane che vengono nei giorni successivi rinforzate da rincalzi.
A metà Giugno inizia la controffensiva italiana sull'Altopiano di Asiago e anche nel settore Posina le ormai stanche fanterie a.u. si ritirano su una linea più facile da difendere, che si svolge sulla sinistra del Posina dal Monte Majo al Cimone. Il Priaforà viene rioccupato dagli italiani e anche la conca di Arsiero, abbandonata dagli Imperial-Regi viene rioccupata dalle truppe italiane.
Con la successiva conquista del Cimone da parte italiana e la riconquista austriaca con lo scoppio della nota mina, il fronte si assesta sulle posizioni che resteranno immutate fino al 1918.

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