Note geografiche...
Il gruppo delle Tofane s'innalza a Ovest di Cortina d'Ampezzo ed è
raggiungibile facilmente dal tratto della statale delle Dolomiti tra
quest'ultima località e il Passo
di Falzarego.
Le Tofane sono tre: la Tofana prima o Tofana di Rozes, la Tofana seconda
o Tofana di Mezzo e la Tofana terza o Tofana di Dentro. Le cime delle
Tofane, in particolare della Tofana di Rozes, sono inconfondibili viste
dalle altre cime della zona e nei "panorami" emerge il caratteristico
nevaio tra le vette delle Tofane seconda e terza.
Tra la Tofana di Rozes e la Tofana di Mezzo una caratteristica e ampia
sella pietrosa, la Forcella
di Fontana Negra, consente di discendere nella retrostante Valle
di Travenanzes.
Un'altra forcella, Forcella Bois, collega il Gruppo delle Tofane a Cima
Bois e a Cima Falzarego e mette in comunicazione la Val Costeana
con la testata di Val
Travenazes. A Nord-Est della Forcella Bois una vetta, più bassa
e minuscola della Tofana prima, di cui costituisce un'appendice, strapiomba
da tre lati sulla sottostante sella e apparve ai nostri soldati come
imprendibile: il
Castelletto.
Note storiche...
Ai nostri soldati risalenti da Cortina d'Ampezzo per la strada del
Passo Falzarego la barriera delle Tofane e delle altre cime vicine,
Cima
Bois, Cima Falzarego, Lagazuoi,
Dolomiti di Fanes, sembrò costituire un bastione imprendibile e invalicabile
per l'obiettivo strategico della Val Badia e quindi della Val Pusteria.
Nell'estate del 1915, tuttavia, la Forcella
di Fontana Negra, Forcella Bois e le vette delle tre Tofane furono
occupate dalle nostre truppe attraverso combattimenti aspri e sanguinosi.
A Forcella di Fontana Negra fu tra l'altro colpito a morte il Generale
Antonio Cantore, il papà degli alpini, la cui salma riposa nel Cimitero
di Guerra del Pocol (Cortina d'Ampezzo).
Pur con numerosi successi tattici, la fatica dei nostri soldati, fanti
e alpini, non fu ricompensata dal raggiungimento dell'obiettivo strategico:
non solo la Val Badia, ma anche la dirupata e selvaggia Val Travenanzes
rimasero terra austriaca.
In particolare la rupe avanzata e strapiombante del Castelletto costituì
per parecchio tempo una barriera insuperabile per i nostri soldati:
il ghiaione alla sua base si coprì sovente di corpi di fanti e alpini
lanciati in attacchi senza speranza. Solo dopo l'esplosione di una potente
mina scavata sotto le posizioni avversarie partendo con una galleria
dalle nostre posizioni alla base della parete della Tofana prima, fu
possibile prendere possesso della posizione.
Nomi come, il Sasso
Cubico, le Tre
Dita, la
Nemesis, il Sasso
Misterioso, il Sasso Spaccato, il Trincerone
italiano sono rimasti indelebili nella storia della guerra in questa
zona. Anche da quest'area le nostre truppe dovettero ritirarsi a seguito
della avanzata austro-ungarica dopo Caporetto.