Note geografiche...
Il passo
Rolle si raggiunge agevolmente dalla Valle di Fiemme/Travignolo
attraverso Predazzo, Bellamonte e Paneveggio.
Dalla Valle di Primiero e S. Martino di Castrozza, la strada, snodandosi
in un paesaggio dolomitico da cartolina, è più ripida e frequente di
curve e tornanti.
Dal Passo Rolle la vista spazia verso cime vicine e lontane, menzionate
più volte nei bollettini di guerra. L'imponente mole del Cimon della
Pala e le altre vette delle Pale di S. Martino superano con le loro
altezze tutte le altre cime, ma non rivestono alcun interesse storico
perché non furono oggetto di fatti di guerra. Invece, nelle immediate
vicinanze del passo, il Castellaz, Cima Tognazza, Cima Cavallazza, l'imponente
piramide del Col Bricòn e, più lontane, Cima
Bocche, Cima Juribrutto, attraggono l'interesse dell'appassionato
della Grande Guerra.
Note storiche...
Il passo Rolle, già caposaldo di linea austriaco, fu occupato cruentemente
dalle nostre truppe della colonna Ferrari (IV Armata) alla fine del
1915. A nord dello stesso, la cima piatta e trapezoidale del Castellaz
fu trasformata dai nostri soldati in caposaldo fronteggiante le linee
nemiche di Paneveggio,
del Forte
Dossaccio, del massiccio di Cima
Bocche.
Trincee coperte, resti di baraccamenti e rifugi sono ancora oggi molto
evidenti sull'altopiano roccioso che costituisce la cima del Castellaz.
A sud del passo, Cima
Tognazza e soprattutto Cima
Cavallazza, formarono una formidabile barriera per le truppe italiane
risalenti da S. Martino e furono prese solo dopo una lotta cruenta.
Dopo la depressione del passo di Col Bricòn, occupato anche questo con
perdite da ambo le parti, si levano le due cime del Col Bricòn, l'imponente
bastionata del Piccolo Col Bricòn e di Cima Stradòn, che saranno oggetto
del prossimo itinerario.
Dopo l'occupazione della zona e lo spostamento della prima linea verso
Col Bricòn e il fondo valle Travignolo, nei pressi di Paneveggio,
tutta l'area fu fortificata e trasformata in acquartieramento per le
nostre truppe. Dopo i fatti di Caporetto, la zona fu abbandonata e le
valide truppe che per oltre due anni vi avevano combattuto, costituirono
sul vicino Monte Grappa
la prima barriera contro cui batté il nemico avanzante dalla valle del
Piave.