Note geografiche...

Il percorso del Piave che riveste maggiore importanza storica è quello finale, dalla Stretta di Quero, a valle di Feltre, fino alla foce. Trattandosi di aree pedemontane e di pianura, gli accessi sono innumerevoli e facili. Le vestigia della guerra sono pressoché scomparse dopo oltre ottanta anni di semina, aratura, raccolta, nei soffici terreni agricoli e con uno sviluppo urbanistico impensabile fino ad alcuni decenni fa. Un percorso consigliato può essere quello che idealmente unisce i vari sacrari e musei di guerra posti sul percorso del Fiume: i cimiteri di guerra di Feltre, il cimitero tedesco di Quero, il cimitero francese di Pederobba, quindi Montello, Sacrario di Nervesa, Grave di Papadopoli, sacrario di Fagaré, Piave Nuovo, Taglio del Sile, Mare Adriatico.


Note storiche...

Il Piave acquista importanza strategica fondamentale con la fine della ritirata dell'esercito italiano successiva alla ritirata di Caporetto, nella prima decade di Novembre 1917. Dopo il passaggio in riva destra della nostra III Armata, delle residue sbandate forze della II Armata, battuta a Plezzo e Tolmino (Isonzo) e la distruzione di tutti i ponti verso la riva sinistra, inizia la nostra disperata resistenza contro le vincenti truppe austro-tedesche dell'"IsonzoArmeé" del maresciallo Boroevich, imbaldanzite dal rapido successo. Gli Austro-Ungarici riescono a occupare anche due teste di ponte in riva destra, la prima nella zona delle Grave di Papadopoli e Fagaré (San Bartolomeo), l'altra a Zenson di Piave e nella zona dell'estuario. Dopo accaniti combattimenti, le valide avanguardie austriache che non possono ricevere sufficienti rinforzi dalla riva sinistra per evidenti difficoltà logistiche e per l'azione della nostra artiglieria, vengono accerchiate e quindi catturate. Finisce così a Dicembre 1917 quella che viene chiamata Battaglia di Arresto sul Piave e che è la prima delle tre battaglie che si combatterono sul Fiume. La seconda avviene nel Giugno 1918, quando le truppe austro-tedesche, rafforzate e potenziate da un formidabile schieramento di artiglieria, lanciano una offensiva a fondo su diversi punti del fronte (Altipiani, Grappa, Tonale), ma l'obiettivo principale è il Piave. Teste di ponte vengono nuovamente occupate sulla riva destra, nelle stesse zone del Novembre passato. L'offensiva ha particolare successo nella zona del Montello, che viene occupato per metà, fino alla sommità; anche Nervosa e la zona circostante vengono occupate. Ma da Novembre a Giugno, l'esercito italiano, alla guida del nuovo Capo di Stato Maggiore Armando Diaz, ha avuto il tempo di rafforzarsi, di riempire gli spaventosi vuoti in armamenti, materiale di artiglieria, aviazione, vettovagliamento, creati con la rotta di Caporetto e ha creato una rete di sistemi difensivi a compartimenti stagni. I nostri soldati e in particolare la nuova classe chiamata alle armi, I "ragazzi del '99", con il contributo di divisioni inglesi e francesi, compiono prodigi di valore e riescono gradualmente a ributtare a fiume il nemico. La situazione si ristabilisce con gli Italiani in riva destra e gli Austro-Ungarici un riva sinistra. Durante l'offensiva di Giugno muore tra gi altri, sul Montello, l'asso dell'aviazione Francesco Baracca, il cui "cavallino rampante" verrà preso da Enzo Ferrari come simbolo della famosa casa di automobili sportive. Il Piave ritorna in auge ad Ottobre 1918, con la nostra offensiva vincente, nota come Battaglia di Vittorio Veneto, che in pochi giorni sbaraglia il nemico, che già a Giugno, con la fallita offensiva, aveva ricevuto un duro colpo. Il 4 Novembre 1918 viene firmato l'Armistizio e le ostilità cessano su tutto il Fronte.

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