Note geografiche...

La zona rappresentata nell'itinerario fotografico è raggiungibile dalla strada che collega Penìa in Val di Fassa, attraverso il Passo di Fedaia, con Malga Ciapéla e quindi Sottoguda e la Val Pettorina. Dal Passo di Fedaia sono raggiungibili da buoni camminatori le zone del Sass delle Undici e del Sass delle Dodici, capisaldi austriaci, oltre naturalmente, per i più allenati, le cime Rocca (m 3309) e Penìa (m 3342). La posizione italiana del Sasso del Mulo è a 20 minuti dal rifugio di Passo Fedaia.
Interessante è il percorso del sentiero che si stacca dalla strada poco prima di Malga Ciapéla e percorre il Canalone di Antermoia, arteria vitale per il rifornimento delle posizioni italiane a Forcella e Cresta Seràuta (m 3035). Il sentiero, difficile da rintracciare perché ormai reso inutile dalla funivia Malga Ciapéla - Marmolada, è intagliato inizialmente nella roccia e rappresenta un tipico esempio delle difficoltà superate dalle nostre truppe alpine dal punto di vista logistico.


Note storiche...

La guerra combattuta sui ghiacciai della Marmolada è, per le sue caratteristiche, particolare tra le pur diverse esperienze di "guerra bianca". Il confine pre-guerra attraversava il ghiacciaio e manteneva le principali cime (Penìa, Rocca, Sass delle Undici e Sass delle Dodici) in mano austriaca, poi attraversava la valle all'altezza del Passo Fedaia e risaliva verso Passo Padòn.
Le truppe italiane occuparono e si attestarono, non senza difficoltà, sulla Cresta Seràuta, facendo di Forcella Seràuta un caposaldo di prima linea. La lotta si accanì per i ripetuti tentativi delle nostre truppe di occupare la cresta della Marmolada di Ombretta a partire dalla quota 3065, quindi Forcella a V e le creste seguenti fino a Punta Rocca.
La conca ghiacciata tra la cresta Seràuta, la Marmolada di Ombretta e il Sass delle Undici, fu terreno di scontro per le pattuglie contrapposte e luogo di invivibili postazioni avanzate. Una rete di gallerie scavate nel ghiacciaio dagli Austriaci collegava la stazione di arrivo della grande teleferica stesa tra Col del Bous e Pian Trevisan, con tutte le posizioni avanzate dei Sass e di Forcella a V.
Una vera e propria "Città di Ghiaccio" con baraccamenti, magazzini, posti di rifornimento sorse nelle profondità del ghiacciaio nei pressi dell'odierno rifugio Pian dei Fiacconi, a riparo del Sass delle Dodici (all'epoca il ghiacciaio era molto più esteso di oggi e soprattutto più profondo).
Il nostro caposaldo Sass del Mulo fu punto di partenza per colpi di mano contro gli avamposti austriaci del Sass delle Undici.
Sull'altro versante della valle, i nostri soldati si scontrarono contro le formidabili posizioni del Sass di Mezzodì, della Mesola e del Pescùl, occupando a caro prezzo alcune posizioni esposte.
Al momento della ritirata conseguente ai fatti di Caporetto, la nostra occupazione comprendeva, oltre a Cresta Seràuta, le quote 3065 e 3135, dominanti la Forcella Seràuta e il fondo della Forcella a V, mentre un caposaldo austriaco resisteva sulla spalla della forcella verso l'Ombretta. Nei pressi di quest'ultima posizione, avvennero diversi fatti di guerra di mine e in uno di questi episodi perse la vita, assieme a 15 commilitoni del 51° Reggimento Fanteria, sepolto in una galleria franata, il Tenente Flavio Rosso, medaglia d'argento al valor militare.
A Novembre 1917, le posizioni così duramente conquistate, dovettero essere abbandonate.

Visita il sito del Museo della Grande Guerra www.museo.marmolada.com

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