Note geografiche...

Sulla sinistra orografica della Valle di S. Pellegrino, il massiccio di Cima Bocche (2748 m) è il punto culminante della cresta porfirica che dal Col Margherita, attraverso Juribrutto, Cima Bocche, Lusia, scende a meridione verso la Val Travignolo e Predazzo. Cima Bocche si raggiunge con diversi sentieri che partono da vari punti di appoggio, i principali dei quali sono Paneveggio, Valles e S. Pellegrino. L'itinerario proposto parte da Passo Valles per Malga Vallazza, quindi Lago di Juribrutto, Forcella di Juribrutto, Costone di Bocche e Cima Bocche.

Note geografiche...

Il caposaldo di Cima Bocche che con i due forti di fondovalle, Al Buso (dov'è la diga del lago artificiale) e Dossaccio (su un colle poco distante da Paneveggio) e con il Colbricòn - Buse dell'Oro, sbarrava la Val Travignolo, fu fortificato dagli Austriaci nel 1915, ma divenne famoso soprattutto nella primavera-estate del 1916, durante le offensive per sfondare nella Valle di Fiemme che portarono all'occupazione del Cauriòl e del Colbricòn. All'alba del 20 Luglio 1916 il primo battaglione della brigata Tevere, dopo un lento e motodico avanzamento e consolidamento delle posizioni, giunse a ridosso delle linee avversarie, ma dovette ritirarsi dopo un'aspra reazione nemica e trincerarsi poco distante. Anche la brigata Calabria, risalendo dal lago di Bocche e dalla Val Miniera, giunse di fronte ai reticolati austriaci, ma fu costretta a fermarsi e trincerarsi in zona. I tentativi per la conquista di questa cima proseguirono anche ni giorni e nelle settimane successive. I combattimenti durarono fino all'autunno, con uno stillicidio di perdite, specie da parte della brigata Tevere, veramente impressionante. Le posizioni contrapposte erano a poche decine di metri, ma la distanza parve insuperabile ai nostri fanti. Le linee si stabilizzarono e al di là di attacchi e contrattacchi, di successi parziali ed altrettanti smacchi per la reazione del nemico, Cima Bocche rimase in mano delle valorose truppe austro-ungariche.
Cima Bocche è un tipico esempio della testardaggine dei nostri comandi nell'ordinare assalti a posizioni imprendibili e con un obiettivo sproporzionato ai sacrifici, con totale disprezzo della vita umana, che trovò il suo apice nelle offensive dell'Isonzo e del Carso.
Ancora negli anni '20, nelle spianate e nei declivi intorno a Cima Bocche, giacevano insepolte numerose salme di soldati, soprattutto italiani. Oggi, tra le pietraie delle trincee e dei capisaldi smantellati dal cannone allora e dall'azione del tempo poi, "ossa sbiancate" si confondono con i ciottoli rocciosi.

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